“La musica che accoglie” al Grand Hotel Parker’s di Napoli
il primo capitolo del tour di Tailor Music
“La musica che accoglie” al Grand Hotel Parker’s di Napoli il primo capitolo del tour di Tailor Music
Un momento di condivisione dedicato al pensiero e all’eredità di Marco Solforetti
“Prima ancora di vedere uno spazio lo si sente. C’è qualcosa che accoglie, senza farsi notare. Ti entra addosso piano, ti mette a tuo agio, ti fa restare. Non si vede,ma cambia tutto. Nei luoghi dell’accoglienza ogni dettaglio è pensato. Eppure,quello che resta davvero non si può toccare. La musica”.
Con queste parole il libro “La musica che accoglie” abbraccia il lettore nelle sue prime pagine. Ed è con la stessa delicatezza che ha preso forma, presso il GrandHotel Parker’s di Napoli, il 9 aprile la prima tappa del tour nazionale dedicato all’opera postuma di Marco Solforetti, fondatore di Tailor Music.
Un momento costruito attorno all’ascolto e alla riflessione, capace di restituire profondità a un tema spesso percepito come secondario ma in realtà centrale: il ruolo della musica negli spazi dell’accoglienza.
“La musica è una vibrazione dell’anima che crea assonanza e armonia. È più di una semplice propagazione di onde sonore: è un rifugio per l’anima; un ponte sospeso tra emozioni e ricordi che guarisce l’umore, racconta storie e vissuti,stimola la creatività, facilita le interazioni sociali, conquista la memoria con ricordi indimenticabili e diventa e plasma gli spazi che anima, poiché li veste e li riempie”.
Le parole di Solforetti hanno accompagnato e orientato il racconto, tracciando una visione precisa: quella della musica come presenza invisibile, capace di definire l’identità di un luogo e il modo in cui viene vissuto.A raccoglierne l’eredità sono stati Alessandro Lotto, manager e founder di TailorMusic, e Andrea Lenzi, art director dell’azienda, che hanno guidato il dialogo illustrando il metodo Tailor.
Tailor Music è una realtà che progetta esperienze musicali per l’hospitality attraverso un approccio sartoriale alla musica. Ogni progetto nasce infatti come un lavoro su misura: dall’ascolto profondo dello spazio, della sua identità e del brand, fino alla costruzione di un sistema sonoro coerente, riconoscibile e capace di evolversi nel tempo.Il metodo Tailor si fonda proprio su questo principio: trattare la musica come un abito sartoriale, cucito addosso al luogo e alle persone che lo vivono. Non una selezione casuale di brani ma una vera e propria progettazione dell’esperienza sonora in cui ogni dettaglio contribuisce a definire atmosfera, percezione e qualità dell’accoglienza.Nel corso del dialogo sono intervenuti Giovanni Torre Avallone, direttore delGrand Hotel Parker’s di Napoli, e Michele Testa, general manager del Gruppo UNA, protagonisti del settore hospitality, che hanno condiviso esperienze dirette legate all’evoluzione dell’ospitalità contemporanea. Dalle loro parole è emersa con chiarezza una consapevolezza sempre più diffusa: la qualità percepita di un ambiente passa anche attraverso ciò che si ascolta.Il suono, infatti, non è un semplice elemento di accompagnamento: definisce atmosfere, orienta comportamenti, influenza il tempo di permanenza e contribuisce a costruire un ricordo.La scelta di Napoli come punto di partenza si inserisce in questo racconto con naturalezza. Come ha ricordato il critico musicale Michelangelo Iossa: “È bello parlare di musica a Napoli perché è l’unica città che nasce sulle spoglie di una cantante: Partenope”. Un’immagine evocativa che racchiude il legame profondo tra suono e identità, tra memoria e luogo.Il percorso avviato da Tailor Music proseguirà nelle prossime settimane in diverse città italiane, portando con sé il pensiero di Marco Solforetti e una visione chiara: riconoscere alla musica il ruolo che le spetta nella progettazione degli spazi. Perché è proprio lì, in ciò che non si vede ma si sente, che prende forma l’esperienza più autentica.
“La musica che accoglie” al Grand Hotel Parker’s di Napoli il primo capitolo del tour di Tailor Music

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