WINE TOUR CAMPANIA LE TERRE DEL PALLAGRELLO CON CANTINA DI LISANDRO

WINE TOUR CAMPANIA TERRE DEL PALLAGRELLO CON CANTINA DI LISANDRO

 

Una mattina d’inverno con la neve che ricopre la vallata a ridosso delle vigne e della cantina incontriamo Almerigo Bosco per il primo Wine Tour dell’anno nel Lisandro Wine Resort a Castel Campagnano. Siamo nella provincia di Caserta nelle antiche terre del Pallagrello  tra i pochi vitigni a varietà bacca bianca e nera e del Casavecchia. Prima di provare i suoi  vini e descriverne le peculiarità del territorio chiediamo ad Almerigo di raccontare la storia dell’ origine del nome “Cantina di Lisandro”.Tutto ebbe inizio con Alessandro Fusco conosciuto come “Don Lisandro” che nel 1907 ebbe in dote per il suo matrimonio 6 botti di vino per aprire una vineria  a Casolla con annessa una cantina scavata nel tufo grigio, luogo ideale per la conservazione delle botti e dei vini prodotti da una sapiente selezione di uve locali. “Dalle uve migliori nascerà il miglior vino”  questo il motto che in tempo di vendemmia lo guidava alla ricerca delle uve da comprare e da vinificare nella sua cantina.

In poco tempo la “Cantina di Lisandro” divenne un punto di riferimento per tutto il territorio tra Caserta ed il borgo di Caserta Vecchia nei lunghi inverni e  luogo di ristoro per i contadini ed commercianti in transito. La cantina prosperò fino agli anni 60 e grazie alla figlia Pasqualina rimase in vita fino a primi anni 90.Almerigo Bosco agli inizi del 2000 dopo una lunga esperienza nel settore farmaceutico decide di riprendere l’antica tradizione di famiglia creando una moderna azienda vinicola dove coltivare e valorizzare gli antichi vitigni autoctoni. La prima annata di produzione è nel 2008 meno di 7000 bottiglie realizzate grazie al supporto tecnico dell’enologo Sebastiano Fortunato ed il lavoro in azienda  di Pasquale Cammuso e Vincenzo Coppola. La comunicazione e la creazione del nuovo marchio ,che riprende nel suo logo le 6 botti che hanno dato origine alla Cantina di Lisandro , sono di Edward Rozzo. Oggi su circa 12 Ettari sono 4 le etichette prodotte  1 bianco e 3 rossi per un totale di circa 85.000 Bottiglie complessive. I mercati di riferimento sono : Stati Uniti,Francia ,Germania ,Austria a parte l’Italia. Tra le scelte di produzione in accordo con l’enologo si predilige a fianco all’affinamento in acciaio e legno una costante crescita dell’affinamento in anfora per i vini rossi.In vigna si opera nel pieno

rispetto dell’ambiente e delle pratiche naturali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I vini in degustazione

LANCELLA

Pallagrello Bianco 2016/2017

Terre del Volturno  IGP

Il vino prende in nome dal nome della brocca smaltata chiamata “Lancella” con cui tradizionalmente si attingeva il vino bianco per servirlo fresco. Lo abbiamo assaggiato nelle annate 2016 e 2017 per valutare  le differenze evolutive in tutte le fasi della degustazione. Il colore è cristallino e vivace in entrambi , un giallo paglierino carico nella 2017  mentre nella 2016 tende con le sfumature al dorato. Al naso  la 2016 è sicuramente più complessa ed intrigante. Il frutto esotico e l’albicocca ormai matura si fondono nella forte componente minerale derivante dai terreni di argilla frammista a sabbie e  fossili marini. La 2017 pur evidenziando le stesse caratteristiche al naso ed al gusto ha margini di miglioramento che sicuramente lo renderanno più complesso tra qualche mese o anche fra un anno. I vini in degustazione hanno evidenziato come il pallagrello bianco è molto interessante  in annate meno giovani dove si può apprezzare sia il varietale del vitigno che la  peculiarità del terroir. Un bianco da abbinare per la sua complessità ed il suo corpo a tutto pasto con le tipicità locali : salumi e formaggi, zuppe, risotti ,i primi piatti con la pasta fatta a mano ed i secondi di carne bianca a base di maiale nero casertano.

 

CIMMARINO

Casavecchia  2017

Terre del Volturno  IGP

 

Il Casavecchia nasce sulla cima della collina nella parte dove la vigna vede il mare.da qui il nome “Cimmarino”  che riprende una tipica espressione locale. La lavorazione viene svolta interamente in acciaio ,senza l’apporto di legno per preservare le caratteristiche del vitigno. In degustazione ,oltre al colore rubino ancora pieno e compatto al naso prevalgono  le note di frutta rossa e una tipica nota vegetale ,al gusto pur abbastanza morbido presenta ancora una forte prevalenza delle durezze dovute agli acidi ed i tannini. Un rosso di carattere ,ancora spigoloso mà sincero e ben fatto.  Un vino che si può abbinare benissimo ai salumi locali ed alle carni rosse. Con un anno in più perfetto anche con formaggi stagionati.

TERZARULO 

Pallagrello Nero – Casavecchia 2017

Terre del Volturno  IGP

“Terzarulo” era il nome gergale della botte di castagno da 300 litri da cui, nella vineria, si spillava il vino rosso. Il Terzarulo  rappresenta l’icona di questa terra fatto a metà con i due vitigni rossi che la rappresentano. La rotondità e la complessità del Pallagrello nero e l’asperità  del Casavecchia. Il legno soprattutto la botte grande viene utilizzata per fondere le due anime del vino e per dare maggiore complessità in affinamento. Un rosso rubino carico appena versato ne bicchiere che al naso si apre a note di frutti di bosco ,fiori rossi con un finale di note speziate . Al gusto e morbido sapido ma abbastanza fresco e tannico  e  ben  equilibrato. Connubio Perfetto in abbinamento con il di maiale nero casertano  o con le carni rosse.

 

NERO DI RENA

Pallagrello Nero 2016

Terre del Volturno  IGP

Nero di Rena (Nero di sabbia)   pallagrello nero in purezza realizzato con le uve provenienti dalle vigne di proprietà nella parte più scura di sabbia silicea.Le uve vengono lavorate in tre momenti diversi un terzo in inox ,un terzo in botte,un terzo in anfora. La scelta di prediligere l’anfora per una parte  di questo vino nasce dalla convinzione che il vitigno ed il terroir per la loro peculiarità siano meglio preservati e valorizzati con questa antica tecnica di affinamento. Dalla degustazione si evince che Il vino con l’uso dell’ anfora mantiene le sue asperità più a lungo e tende alla complessità ed alla rotondità più lentamente rispetto all’uso del solo legno. Alla vista il 2016 si presenta dal colore rubino molto carico. Al naso prevalgono  frutti rossi ,frutti di bosco, note floreali con un sottofondo fatto di note speziate e minerali. Al gusto è abbastanza morbido e sapido con un tannino presente ma elegante e con una spalla acida ancora ben salda che promette grande longevità. Abbinamento interessante  sulle carni rosse ma anche sul maiale nero casertano o sulla pasta fresca con una base di funghi o  tartufi.

 

Contatti :  www.cantinadilisandro.com

Pasquale Brillante

Sommelier & Barman Wine & Food Consultant Blogger enogastronomico

No Comments Yet

Comments are closed