Vitigno Italia 2014 Napoli, luci e ombre


Decima candelina per Vitigno Italia, un 200 circa i produttori provenienti da tutta Italia. Location tradizionale di Castel dell'Ovo.
Discreta la presenza dei vigneron campani, oltre ai soliti fedelissimi della kermesse. Mancava un comparto Bio/Naturale, non felicissima l'accoglienza stampa, dove si pagava anche il calice di ingresso.
Come al solito la manifestazione era organizzata su due livelli, nella parte bassa abbiamo potuto apprezzare il nuovo Caprett'One 2013 di Casa Setaro, metodo classico che ha compiuto passi da gigante rispetto alle precedenti annate, bocca piena,perlage di maggiore intensità discreta acidità,un gran piacere (A). Leggermente al di sotto delle aspettative la catalanesca ed il caprettone dell'Olivella, ma è probabile occorra un affinamento maggiore.
Nella sala attigua, una magnifica interpretazione da parte di quel geniaccio di De Simone con una falanghina Solfree di Torre del Pagus, di spiccata originalità olfattiva e grande freschezza e godibilità al palato (A).
Da seguire l'esperimento del Fiano Vendanges Tardives di Fonzone, di cui però non conosco nè vigne nè metodi di lavorazione.
Non mi hanno entusiasmato Vigne Guadagno, nè Tenuta San Leonardo, i cui prodotti (Fiano, Greco, San Leonardo e Terre di San Leonardo) mi sono sembrati senza verve. Così come pure il Flaegreo, spumante metodo charmat di falanghina delle Federiciane è risultato piatto. E nemmeno lo spumante di Aglianico di San Salvatore: la mania delle bolle è troppo contagiosa! Buona la zona del Falerno con Papa e Migliozzi, poi tanta omolagazione con sperpero di barriques e succhi di frutta ipervitamici che non è il caso neanche di menzionare.
A parte qualche eccezione, contest poco qualitativo e molto commerciale. Le note liete sono venute dall'impeccabile servizio della FISAR e da alcune vere eccellenze come il panificio Antonio RESCIGNO di Napoli, farine di buona qualità e prodotti ben fatti; o come ALMA DE LUX di San Giorgio a Cremano (NA), maestra dei liquori con un'ottima interpretazione del distillato di liquirizia e limoncello.
Per i nostri amati vigneron si spera almeno che si siano conclusi buoni affari; da parte nostra una domanda? ma i piccoli produttori che ci vanno a fare a queste manifestazioni, impossibilitati come sono a raccontare le loro fatiche, la loro passione? This is industrial wine. Da parte nostra momenti per incontrare amici e produttori e incrociare il celebre pizzaiolo napoletano Salvatore Di Matteo a spasso tra i vini così come il sindaco De Magistris.

Gianluigi Carlino
Alessia Porsenna

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