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La voce dell’Etna: pizza vs scacciata

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Pizza vs scacciata

È un po’ che non mi scarico scrivendo: depressione causa infortunio abbattuta, finalmente!
Ieri ho ricominciato a scarabocchiare fogli word e sarei andata oltre quello già fatto ma…vabbè, ricomincio oggi. Aggressiva, vi avverto.
Diciamo che mi pizzica la voglia di stuzzicarvi: questo è il primo articolo di un nuovo anno e, dato che siamo solo circondati da guai, l’umore non può esser dei migliori. Io ho deciso di reagire alle varie tasse, imposte e via dicendo, quelle stesse che l’amico Giangi vi manda discretamente, con ironia e sarcasmo: mi sembra la soluzione più indolore visto che l’alternativa sarebbe rapinare una banca o compiere una strage. Capace che quest’ultima-viste le condizioni giudiziarie in cui ci troviamo- avrà una pena inferiore rispetto a un umorismo pungente elevato al rango di reato.
Ma non ci pensiamo ché la vita è bella!
Nel periodo festivo appena trascorso (per me solo lavoro!) ci siamo rimpinzati di pietanze succulente che, ai più, hanno regalato adiposità non gradite; non preoccupatevi, però, che il mio non vuol’ essere un infierire velenoso su chi ha esagerato, mentre io mi sono mantenuta sul mio peso standard a furia di rifiuti e sacrifici.
Voglio celebrare il piatto che vi caratterizza a livello planetario, quello che vi ha reso famosi nell’universo e che vi fa gonfiare il petto d’orgoglio. Le pance a tutti! Non è questa, tuttavia, la sede che ho scelto per dipingere un “picasso” della pizza o-come più mi si addice- stendere una “divina” (Dante mi perdonerà di certo) sull’imperatrice dei vostri feudi: quello è l’egregio compito dei vostri maestri pizzaioli, capaci di trasformare un viso pallido nella più vispa delle creature.
Io, vorrei solo mettere a confronto quella prelibatezza che fa sbavare il mondo con la sua piccola sorella catanese, la Signorina Scacciata. Quella coi broccoli e la salsiccia, quella col cavolfiore, la tuma e le olive, quella con patate, cipolle e formaggio; una specie d’infiltrata della cucina etnea che si spaccia per torta, focaccia o tavola calda nei forni dell’Elefantina; una che passa inosservata all’aspetto, con quella cupola dorata che ne nasconde le intenzioni, con quel profumo di pane che confonde gli olfatti; quella con lo scopo unico di mettere zizzania tra la gola e la forma.
Golosi e amanti della buona tavola: siamo rovinati –tanto per restare in tema economico!
Forse ho azzardato troppo, un paragone che-mi rendo conto- può solo dare come esito “sono due cose diverse!”. Però ci sono, comunque, delle quisquilie che non mi tornano, degli appunti che ho da fare a siciliani e partenopei:
– Vabbè che la mozzarella di bufala è il vostro formaggio per eccellenza ma perché non usate qualcos’altro?
– Si che l’esempio si prende dai migliori ma …il nostro pecorino e la nostra provola si sposano alla grande con la pizza!
– Con tutti i condimenti che ci sono a disposizione perché vi ostinate a usare le melenzane a gennaio, i gamberetti e gli asparagi surgelati, i funghi ad agosto?
– La napoletana è con le acciughe o con i capperi?
– Le crucifere sono di esclusivo appannaggio delle scacciate natalizie?
Vi siete piegati al gluten free, all’integrale, all’esotico e all’orientale e non volete considerare questi aspetti!?
Anche io sono una consumatrice quindi non vedo perché non possa essere accontentata anch’io, insomma! Mi scoccia fare la pizza a casa e, dato che i miei soldi sporcano le dita come quelli degli altri, potreste accontentarmi, please?
p.s. a me, pizza o scacciata che si voglia, piace mangiarle con coltello e forchetta: per questo mi fate arrabbiare, vero? E nessun boccale: io pretendo il calice!

Marzia Scala

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