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Consigli da Bere, i grandi rossi campani per le festività


Le festività Natalizie sono un  momento di grande convivialità nella cultura Italiana e lo sono ancora di più nella tradizione delle nostre realtà del Sud. Il vino accompagna sempre questi momenti di festa e i grandi vini campani non possono mancare. Per i palati più esigenti proviamo a dare qualche consiglio sui vini rossi da portare a tavola.

Tra i grandi  non dovrà mancare “Antonio” annata 2008, il Taurasi Radici Riserva  dedicato  ad  Antonio Mastroberardino  recentemente scomparso. Le bottiglie sono  impreziosite dalla bellissima etichetta  firmata dal figlio Piero con un disegno che rappresenta il ritratto di suo Padre. Una bottiglia da bere in suo ricordo sicuramente quest’anno.

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Altra etichetta da segnalare è il vigna Grande Cerzita di Quintodecimo ultimo crù dell’azienda.  Mà  anche un vigna Quintodecimo sodisferà i palati più esigenti vista  l’elevata qualità complessiva dei vini dell’azienda.

Per i fortunati che riusciranno a reperire qualche bottiglia  segnaliamo  “Poliphemo “ il Taurasi di Tecce che è stato insignito del prestigioso premio vino rosso dell’anno nella guida dei vini BIBENDA della Fondazione Italiana Sommelier. Interessante anche la bellissima etichetta firmata da Vinicio Capossela.

Sicuramente da provare  il  nuovo vino di Joaquin. Il nome evocativo “Taurasi della Società” Vino nuovo giovane mà che saprà già emozionare.Pochissime le  bottiglie sul mercato.

Nella provincia di Caserta ,segnaliamo il vino di  NANNI COPè  Sabbie di Sopra  prodotto al 90%  uve pallagrello nero. Altro vino da collezione pochissime le bottiglie prodotte.

Lasciando l’Irpinia  segnaliamo L’aglianico del cilento dell’azienda San Salvatore che esce al suo terzo anno in tiratura limitata  con  Gillo Dorfles.  Aglianico in purezza  impreziosito dall’etichetta firmata ogni anno con un  diverso disegno dal grande artista “Gillo”. Vino da bere, etichette da collezionare.

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Per chi ama i vini con vitigni internazionali  scegliamo  un  Montevetrano di stile bordolese, magari di qualche vecchia annata. Vino da consigliare per  la sua grande complessità e struttura.

Per chiudere questa intrigante  selezione, per i pochissimi fortunati che riuscissero e reperire ancora qualcuna delle 1500 bottiglie prodotte (la mia la consumerò  religiosamente in 2 ) il nuovo e intrigante “Pino di Stio” prodotto dall’azienda San Salvatore. Cos’è?  Gia il nome è un gioco di parole. Potrebbe evocare  il “Pino” l’albero  di Stio ,la località cilentana dove viene prodotto. Il Pino (Peppino Pagano) che lo produce che è nato a Stio. Oppure il “Pino…t ” evocativo de  Pinot Nero che all’epoca dell’impianto non era ancora autorizzato nel cilento  a  Stio, dove viene coltivato in purezza su terreni altamente vocati e selezionati da Peppe Pagano con la consulenza di Riccardo Cotarella, enologo  che non ha bisogno di presentazioni. Un vino con un’eleganza tipica dei grandi Pinot di Borgogna ed uno stile unico che apre una nuova frontiera del vino nel cilento e in Campania.

A Natale e nelle Feste coccolatevi con i vini del cuore, mà sopratutto bevete campano selezionando i vini di qualità e che emozionano il vostro palato mà anche la vostra  mente.

BUONA FORTUNA & BUONE FESTE

Pasquale Brillante

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