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Il ritorno delle mani amiche, dal 7 al 9 giugno torna la Festa a Vico: chef stellati e location mozzafiato per beneficenza

Anche quest’anno torna Festa a Vico, l’evento di beneficenza organizzato dallo chef internazionale Gennarino Esposito giunto al 12° anno di età. Questo il programma del tema di quest’anno “Il ritorno delle mani amiche”.  Domenica 7 giugno è protagonista  l’intera città di Vico Equense. Ogni angolo, negozio e scorcio ospiterà un giovane Chef per la “La Repubblica del Cibo”. Lunedì 8 giugno, il Castello Giusso diventerà il palcoscenico di una straordinaria cena di beneficenza sotto le Stelle: 20 tra i più grandi Chef italiani (tra cui Bottura, Cannavacciuolo, Uliassi…) cucineranno per una platea di 200 ospiti. Martedì 9 giugno, si concluderà con la Festa a Marina d’Aequa e la partecipazione di circa 100 chef stellati, i migliori pizzaioli d’Italia e le eccellenze del nostro street food. Quanto raccolto verrà devoluto a favore delle ONLUS. “Non offriremo un tributo all’edonismo gastronomico imperante, nè faremo l’ennesima apologia dell’amicizia e della dignità del lavoro, e non esporremo nemmeno i “santini” delle vocazioni dei santi allevatori e coltivatori. – dice il sito dell’evento firmato Gennarino Esposito – Diremo molto più concretamente e semplicemente che nei piatti ci sono pezzi di storie di vita, che parlano il linguaggio del quotidiano, una composta di gesti e di stati d’animo che poco hanno a che fare con tutte le retoriche che svolazzano intorno all’agro – alimentare. E poichè si tratta di una festa ci piace pensarla come un bus con decine di autisti e centinaia di passeggeri che invadono spiagge, piazze e vicoli di questo tratto di Costiera Sorrentina. Il ritorno alle origini è evidente anche in altri segnali: la durata, compressa in tre giorni, e la centralità dell’incontro rispetto alle dotte disquisizioni sulle tematiche aziendali o le prospettive di sviluppo o le previsioni sui percorsi della ristorazione italiana. Non si potrà evitare un accenno all'”Evento Universale” e, continuando la metafora del viaggio, ai milioni di passeggeri che affolleranno il Transatlantico Milanese. Progetto ambizioso, che sicuramente farà bene al Paese, ma che probabilmente poco inciderà su quelle storie che vogliamo ascoltare e che forse raffigurano meglio il carattere e il corpo del Paese stesso.

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