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VIAGGI DI GUSTO di Gianluigi Carlino. Enoteca San Pietro, Salerno

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Una doverosa visita per il sottoscritto. L’Enoteca San Pietro di Pino Della Pietra, che considero a tutti gli effetti il mio mentore nel mondo del vino, colui che mi ha iniziato al mondo di Bacco, con preziosi suggerimenti e consigli enologici e soprattutto mi ha aperto la mente.
L’Enoteca San Pietro è un’azienda storica nel panorama campano e non solo, attiva dal lontano 1952, dapprima come torrefazione e coloniali e poi liquori e vini.
Oltre a Pino, l’uomo di acciaio, ci sono il papà e alcuni dipendenti. Il punto vendita si trova in pieno centro a Salerno, mentre il deposito di grandi dimensioni è in periferia e contiene un vero e proprio tesoro liquido.
Pino è un uomo ruvido ma schietto, difficile ma competente, è un personaggio che ha tutta la mia stima e ammirazione, perché non fa giri di parole, ma va subito al sodo.
Della sua enoteca si dice che è un’istituzione, un vero e proprio punto di riferimento. Alcuni sostengono, ed a ragione, che se ci sei da Pino, esisti e puoi vendere altrimenti è dura. Esserci per contare insomma, business rules! Ma dietro al grande business dell’Enoteca San Pietro, che ha un parco vini davvero notevole, non c’è solo business, ma c’è soprattutto passione, competenza e la voglia di migliorarsi e primeggiare sempre e comunque.
Iniziamo la nostra ennesima chiacchierata,per la prima volta estesa ad un pubblico, partendo dalla domanda più semplice
G.CARLINO “qual è il tuo giudizio sui vini campani, condividi l’opinione che è innanzitutto una regione a vocazione bianchista?”
PINO DELLA PIETRA “vado controcorrente ed affermo che la nostra regione ha una profonda vocazione rossista, con delle potenzialità molto interessanti, ma a parte poche eccezioni, manca da noi la cultura del management e del marketing, esistono francamente produttori impresentabili e spesso con dei vini senza alcuna qualità; il grande problema della Campania, da un punto di vista strettamente tecnico, a mio parere è la mancanza di una forte escursione termica che impedisce che la sapidità dei vini possa avere quel quid in più. E’ una differenza di base che non puoi colmare dall’oggi al domani.
Al nostro aglianico riconosco di essere un vitigno straordinario, ma ancora nessuno ha compreso quale è il suo reale valore e potenziale, e se vai fuori dalla nostra regione non lo conosce nessuno e lo bevono in pochi.
G.C. “ è banale affermare che nella tua enoteca ci sia troppo poco spazio per i vini salernitani, e i campani in genere?”
P.D.P. “ Si ritengo sia banale.Vedi per me il vino è un concetto che non deve avere necessariamente una dimensione locale, tutt’altro. Il vino deve spaziare oltre il tuo territorio se vi sono delle eccellenze che non trovi nel tuo contesto. I vini che propongo io sono vini di qualità a prescindere dalla provenienza. Ed i vini campani, ripeto con le poche dovute eccezioni, in questo momento non rappresentano una vetta tale da giustificare una presenza ad ogni costo nella mia attività. Quando provi centinaia di vini a settimana provenienti da tutta italia e oltre, non puoi ragionare in termini di Campania e basta. Oltretutto questo processo e questa convinzione è maturata anche nel percorso che ho fatto unitamente alla mia clientela che è cresciuta con me. Molti miei clienti era stufi di bere solo Fiano, Greco etc, volevano altro, volevano sperimentare e confrontare e così mi sono dovuto attrezzare e crescere con loro. Inoltre la mia diciamo così, sfrontatezza, o meglio la voglia di primeggiare sempre, di fare le cose sempre al meglio, mi ha portato a fare grossi investimenti nelle migliori tipologie di vini e bollicine. Ti racconto un recente episodio, un cliente qualche tempo fa, mi ha chiesto 42 bottiglie di Dom Perignon particolari. Ebbene quando gli ho detto che potevo soddisfare la sua richiesta era felice e stranito, perché puoi stare certo che se non le avessi avute io quelle bottiglie, avrebbe dovuto fare il giro di Italia per rimediarle. E’ il mio modo di intendere il lavoro, la voglia di non accontentarsi e non essere uno dei tanti, sarà anche immodestia, ma sono 27 anni che faccio questo mestiere e ho cercato di farlo sempre al meglio e a 360 gradi.
G.C. “Insomma tempi duri per i produttori campani. Che consiglio ti senti di dare loro?”
P.D.P “ a molti ho detto schiettamente che era meglio chiudere. Con il vino non si scherza, occorre pazienza, occorre tempo, non si improvvisa niente, occorre avere la capacità di porsi e di restare sul mercato con una buona forza dietro le spalle, altrimenti non si va da nessuna parte, si corre il rischio di fare dei prodotti modesti e avere tanto invenduto in cantina. Investimenti, tecnica, capacità manageriali e di marketing, se non hai questo non ce la puoi fare. E’ inutile che i produttori mi portano i loro campioni con la idea che possa esporli e proporli, non ci sono le condizioni. Sono troppi innanzitutto e i prodotti non sono di qualità e oltretutto i neofiti pretendono anche di vendere a prezzi fuori logica e fuori mercato. Io sarò scorbutico ma non ci sto.Almeno nella mia azienda non faccio e non intendo cambiare la mia filosofia. Qui da me trovi di tutto e lo sai, Trentino e Tirolesi, tanto Barolo e Barbaresco, Toscana, Valpolicella, i vini bordolesi, alsaziani e le bollicine, spesso anche con prezzi molto interessanti che non superano i 15 euro”
G.C. “ Ci sarà pure qualche tua preferenza specifica in regione?”
P.D.P. “ I Montevetrano, i Galardi, Feudi Mastoberardino sono ai vertici da anni, non da qualche anno o per qualche anno. Sono a livelli eccelsi da tempo e con costanza; questo è il discorso che ti facevo prima, ci vuole pazienza tempo capacità imprenditoriale e abilità di spendere saggiamente il proprio nome. Quando vedo quei produttori che vanno coi cartoni nei ristoranti o in giro a piazzare i loro prodotti, so già che non ce la faranno, perché non è quella la strada se vuoi essere un vero produttore. Di recente si sono consolidate la biancolella di Casa d’Ambra così come Moccia ad Agnano, e Nanni Copè nel casertano, non saprei dirti altro”
G.C. “una curiosità, sulla mozzarella di bufala campana quale ritieni sia l’abbinamento migliore?”
P.D.P “ Le bollicine tutta la vita. Ti aggiungo anche il Gragnano, non credo niente altro”
G.C. “ per questa estate cosa consigli di bere ai nostri amici di gustocampania?”
P.D.P. “di bere bene innanzitutto. Nomi non mi sento di farne, ma posso dirti di iniziare a provare i vini alsaziani e quelli della Mosella, spendi anche decentemente”
G.C. (ndr confermo, una recente prova di pinot grigio alsaziano Vendanges tardives mi ha letteralmente incantato, quindi concordo pienamente con Pino nel provare i vini Alsaziani dai riesling ai pinot grigi etc e nell’enoteca San Pietro li si trovano anche a 10/15 euro)
G.C. “ vorrei per concludere una tua opinione sui costi del vino, che per nostra politica, riteniamo non debbano essere eccessivi”
P.D.P “ come in tutte le cose della vita, i vini devono avere una scala di valori, per cui se bevo un Ruinart Rosè a 300euro o un Margaux a 500euro so che li valgono tutti, sono vini eccellenti che valgono quanto li paghi. E’ giusto dare l’esatto valore ad ogni bottiglia, ci sono vini che regalano autentiche emozioni e non hanno prezzo. Così come ti dico che quando un produttore o un rappresentante mi consegna un campione da assaggiare, non voglio mai conoscere in anticipo il prezzo, perché è inevitabile che condizioni il mio giudizio.
G.C “ Pregi e difetti di Pino della Pietra?”
P.D.P “ sulla litania che sono scorbutico etc, posso dirti che mi pare ovvio di non essere simpatico a coloro i quali non promuovo i vini, ma ritengo che il mio difetto sia invece nella comunicazione con la gente, dovrei essere meno schietto forse e più diplomatico, permaloso lo sono, ma su certe cose mi sento sicuro per cui non accetto stupidaggini”
G.C. “ Stampa e Vini qual è il tuo giudizio”
P.D.P “ Per carità, c’è stato fino al recente passato un business di chiacchiere spesso fuori luogo che hanno stravolto il mondo del vino. Il vino è un concetto semplice, potrei addirittura banalizzare e dirti: è buono o non è buono per poi passare agli aspetti tecnici. E’ una cosa semplice come poche ma che è stata resa complicata perché attorno ha creato un enorme giro di affari, molto per certa stampa e paradossalmente poco per i produttori”
Au revoir caro Pino, sarà sempre un piacere confrontarmi ed imparare.

ENOTECA San Pietro di Della Pietra Giuseppe sede corso Garibaldi 231 Salerno tel 089 232125 email pinosanpietro@hotmail.it

Foto e
Testo Gianluigi Carlino

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