Due Salerno nella stessa città. Il gustoviaggio di una giornalista e di un prof

Dolce, salato, piccante, speziato: il cibo è una delle mie passioni. Quando ho bisogno di respirare la familiarità di un posto sicuro, il giro è sempre lo stesso. Decaffeinato macchiato e donuts al cioccolato al bar Oro Nero. Rimango in centro anche per la pausa pranzo. Da Caveau 22 (aperto pure la sera) si può badare alla linea con una leggera insalata oppure ci si può sbizzarrire (come faccio io) con panini dal sapore genuino e gustoso. Il locale è il mio punto di riferimento anche per l’aperitivo a base di salumi, mini burger e stuzzicheria di ogni genere. Per la cena due le possibilità. Per una serata dal gusto alternativo, la migliore scelta è Luna Vegana. Polpettine di tofu e spinaci, tagliatelle al ragù di soia, “farifrittata” a base di farina di ceci, e per finire un incredibile dolce al cocco e cioccolato, tutto rigorosamente veg. I sapori della tradizione declinati in una chiave più originale, li trovo, invece, a L’Osteria del Taglio. La costante è una genovese con ziti spezzati e poi, a seconda del desiderio, cannolo di pane con baccalà mantecato, stracotto di vitello alla vaniglia, oppure rollatina di coniglio tartufata su patate affumicate. Anche qui il dolce non manca mai. Un delizioso cremoso al cioccolato, croccante al rhum e lamponi chiude la serata.

Francesca Blasi, Giornalista Ansa

 

Pane e prosciutto, Salerno

Ci sono due giornate in generale nella mia vita. Tre se sono in vacanza. Fondamentalmente vivendo a Salerno, originario di Cava de Tirreni, ma lavorando al Centro Storico Napoletano e vivendoci per gran parte della giornata, la mia colazione inizia presto, prima del treno per Napoli. Alla fine del Corso Vittorio Emanuele, ogni mattina mi fermo da Puro per un ottimo caffè alla napoletana e un delizioso cornetto. Nei giorni di pendolarismo la colazione è così, veloce. quando non vado all’Università e resto a Salerno faccio una colazione che va bene anche a metà mattinata. Cambio tappa, è d’obbligo nella bella Piazza Flavio Gioia una fermata al Lanificio San Salvatore: ottimi i vari tipi di colazioni dolci, ma se hai tempo puoi trattenerti per il brunch con una bella selezione di vini e l’ambiente permette la lettura dei giornali, di un libro e ti proietta in una situazione quasi esotica. Per pranzo se sto a Napoli e non corro tra lezioni, esami e tavole rotonde, mi fermo da Carmine al Centro Storico, vicino il Dipartimento. In alternativa, panino gourmet da La Buona Merenda (Barbara e Gianpiero sono eccezionali). Se resto a Salerno, pranzo ai Mercanti, quel pezzo di centro storico salernitano che da Piazza Portanova sale alla Villa Comunale. In uno slargo c’è Cibarti, uno spazio nuovo e decisamente accogliente perfetto per l’aperitivo, che propone un menù snello e di qualità e una buona carta dei vini. Per pranzo se non scelgo la pizza e vado da Resilienza (tutto a chilometro zero e un ottimo progetto di fondo che muove il tutto, per esempio l’adesione a Fanky Tomato, per ridare dignità agli operai immigrati che lavorano i prodotti occorrenti alle pizze) mi avvicino al Duomo e pranzo dal Brigante di Santino l’anarchico. Mi sento a casa, ci andavo da adolescente. Il menù è completo ma anarchico, decide tutto Santino. In alternativa a volo ma di qualità: Botteghelle 65, lasciata la zona Duomo, ci avviciniamo a via Roma. Un’altra meta è Pane e Prosciutto: l’eccellenza nel panino che se è bel tempo puoi mangiare sul lungomare. Dopo pranzo, se hai del tempo libero è bello passeggiare e fermarsi in uno di quei posti storici a Salerno come il Bar Verdi, di fronte allo storico teatro. Leggi, fai quattro chiacchiere in ottima compagnia e degusti ottimi drink. In zona Mercanti, per una birra vado al Bar dei Mercanti: atmosfera ricercata ma tranquilla. La cena, per far bella figura o solo per godersi un percorso gourmet vado da Salumeria 13, anche ottimi vini abbinati a piatti davvero squisiti e ricercati.

Francesco Pirone, Docente di Sociologia Università degli Studi di Napoli Federico II

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