“Greco Musc” il vitigno riscoperto nella terra del Taurasi dalla famiglia Lonardo

“Greco Musc” il vitigno riscoperto nella terra del Taurasi dalla famiglia Lonardo

La Campania offre un panorama ampio e variegato dal punto di vista ampelografico, ed  è per i vitigni bianchi una realtà unica nel panorama vitivinicolo italiano. Molti di questi vitigni erano stati abbandonati dai contadini per ragioni storiche legate alla mancata richiesta dei mercati negli decenni passati. Dal 2003, grazie anche al supporto scientifico di ricercatori dell’Università degli Studi di Palermo, Sandro Lonardo (vigneron in Taurasi) volle riprendere a vinificare una varietà di vite a bacca bianca nota localmente con il nome di “Greco Musc”. Di questa cultivar sopravvivevano all’epoca ancora poche centinaia di ceppi su piede franco nei comuni di Taurasi, Mirabella Eclano e Bonito. La caratteristica che da il nome al vitigno è legata alla peculiarità del pericarpo che cresce a dismisura rispetto alla polpa dando al chicco il suo tipico aspetto moscio. Un’altra  particolarità è che il raspo si colora leggermente di rosso nella fase finale di maturazione. Nei primi anni il vino veniva prodotto da uve raccolte e provenienti da appezzamenti diversi, successivamente Sandro Lonardo ha acquisito vari appezzamenti fino a produrre un vino con uve quasi totalmente di proprietà. Il vino prodotto ha caratteristiche uniche sia da un punto di vista olfattivo che gustativo e si presta al lungo invecchiamento. Le diverse tecniche e le sperimentazioni negli anni hanno evidenziato sempre una  piacevolezza al naso ed al palato con caratteristiche organolettiche uniche e a seconda delle annate prevalgono nei vini prevalgono sentori di fiori, erbe aromatiche e note agrumate. La nota minerale nelle annate più vecchie da la sapidità giusta in sintonia con la spalla acida che rimane per lungo tempo piacevolmente presente. Un vino che si presta agli abbinamenti col baccalà, i formaggi semi stagionati, le paste fatte in casa con le verdure i secondi di carne.

Abbiamo aperto una vecchia annata del 2013,per valutare la sua capacità di invecchiare nel tempo.

Alla vista il vino regalava un colore giallo carico dorato di buona vivacità. Al naso si avvertivano nitide note di frutta esotica matura, frutta secca, fiori di camomilla essiccati con un delicata nota balsamica di sottofondo. Al gusto sapidità e freschezza erano fuse in un perfetto equilibrio con un retrogusto piacevole e persistente , in piena armonia con i profumi al naso ,di frutta secca ed esotica  che accompagnavano perfettamente il piatto.

 

Lo abbiamo abbinato ad un piatto di penne di lenticchie condite con pesto ai pinoli , noci e funghi porcini.

 

 

 

 

http://www.contradeditaurasi.it/

Pasquale Brillante

Sommelier & Barman Giornalista

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