Le Vigne di Raito, Vietri sul Mare (Salerno)


A Raito, uno dei tanti piccoli gioielli della nostra Campania, sorge la giovane azienda “Le Vigne di Raito”, portata avanti con amore e impegno da Patrizia Malanga.
Siamo andati a farle visita, restando anzitutto colpiti dalla bellezza del luogo dove le padrona di casa lavora con fatica, ma non senza ottimi risultati, dal lontano 2001, anno in cui cominciò a gestire un terreno semi-abbandonato di oltre 2 ettari, rivalorizzandolo nel pieno rispetto dell’ambiente e del paesaggio, e impiantandovi un vigneto.
E così, nella splendida località nel comune di Vietri sul Mare, inizia la storia dell’azienda che, finalmente, nel 2007 riesce a produrre il suo primo vino, il Ragis Rosso. Col tempo, la produzione si è differenziata, e al Ragis si è affiancato il Vita Menia Rosato, per una produzione non elevata nel numero, ma che si avvale della certificazione biologica.
Patrizia Malanga ci accoglie con garbo e comincia, come un fiume in piena, a parlarci della sua azienda, di quanto finora ha fatto e di quanto c’è ancora da fare, delle difficoltà, a volte insensate, che ha trovato lungo il suo percorso, ma anche delle soddisfazioni che si è saputa togliere. Ci mostra con orgoglio i vigneti di Aglianico e Piedirosso che da poco hanno detto addio ai grappoli per la vendemmia 2013, il limoneto, le strutture annesse al terreno, alcune già funzionali, altre in via di ristrutturazione.
Arriviamo fino al boschetto che sovrasta le vigne, assaggiando qualche chicco d’uva rimasto sulle piante, poi raggiungiamo la terrazza panoramica dalla quale è visibile tutto il golfo di Salerno, fino a Punta Licosa, una vera e propria cartolina, che al solo ammirare fa bene all’anima. Ci sediamo e abbiamo modo di apprezzare fino in fondo l’ospitalità della produttrice, che ci invita a degustare i suoi vini.
Prima del suo rosato e del suo rosso, però, ci offre un bianco, non della sua azienda, ma comunque del territorio, un Caulì Bianco Colli di Salerno 2012 dell’azienda agricola O’ Cammariello, che aiuta meglio a capire la filosofia della padrona di casa, fortemente ancorata al territorio della splendida costiera amalfitana, a chi lo vive e ci lavora ogni giorno.
Dopo l’assaggio per così dire straniero, quello che i tecnici chiamano ringer, arriva il momento di Vita Menia 2012, rosato prodotto da Aglianico e Piedirosso in poco più di millecento bottiglie. Vino fresco, acido e ben strutturato, affina 6 mesi in tonneaux di rovere e due in bottiglia. Di 13 gradi, dallo splendido colore ramato leggero che richiama la bella etichetta che impreziosisce le bottiglie, offre al naso note fruttate, quasi da bianco. Si può abbinare a tutta la cucina sorrentina, a piatti leggeri e al pesce.
Si passa poi al Ragis, di cui facciamo una verticale, ottimo modo per conoscere praticamente la storia dell’azienda dopo la presentazione di Patrizia Malanga. Cominciamo dal 2010, non ancora in commercio, e poi andiamo a ritroso. Si tratta di vini dal lungo affinamento, dodici mesi in tonneaux di rovere e altri dodici in bottiglia, nella quale arrivano senza chiarificazioni né filtrazioni. Al di là delle differenze delle singole annate, appare chiaro che abbiamo di fronte un vino molto elegante, strutturato, che si prospetta longevo e importante.
Nato da un blend di Aglianico (80%) e Piedirosso (20%) e fregiato dell’IGP, ha riempito 3800 bottiglie classiche e una settantina di magnum. Ancora in cantina perché, come ripete più volte la produttrice, l’Aglianico ha bisogno di tempo per esprimersi al meglio, dà numerosi sentori di frutta rossa all’olfatto e ha un’inconfondibile nota di eleganza, con tannini morbidi che devono finire di smussarsi. I 13,5% non si avvertono affatto. È ancora giovane, ma tra un po’ di tempo sarà davvero perfetto.
Passiamo dunque al 2009, 13 gradi, distribuito in 5000 bottiglie e 100 magnum. La morbidezza e la persistenza del suo fratello più piccolo si ritrovano qui amplificate, caratteristica, del resto, riscontrabile anche nel Ragis 2008, un autentico fuoriclasse, equilibrato e fine, che già ora convince ed emoziona, ma promette altresì di crescere ancora in futuro: ha davvero una lunga vita davanti a sé.
Sì, perché l’azienda produce, rarità in costiera, un vino da invecchiamento, come si può ben appurare dall’assaggio dell’annata 2007 del Ragis Rosso. Allora sull’etichetta non erano segnalate le bottiglie prodotte, ma quel che è certo è che ora sono quasi completamente esaurite.
È un bel privilegio, quindi, poter degustare il vino che ha dato inizio a tutto e a cui Patrizia Malanga è giustamente più affezionata. Tredici gradi e mezzo come il 2008, il capostipite dei Ragis targati “Le Vigne di Raito” è davvero a un ottimo punto di invecchiamento e si esalta accanto a piatti strutturati e a dolci.
Soddisfatti ci accomiatiamo dalla padrona di casa e dalle sue Vigne, non prima di aver ammirato la bellezza delle ceramiche nelle quali ci ha servito i piatti d’accompagnamento o che impreziosiscono l’azienda, opera del maestro artigiano locale Lucio Liguori, e la bellezza delle prime luci che illuminano la notte della costiera, laggiù, nella cartolina.

Carmine De Cicco

Le Vigne di Raito
Azienda Agricola Biologica

Via San Vito, 9
84019 Raito – Vietri sul Mare, SA

Tel: +39 089 233 428 Cel: +39 328 865 1452

Benvenuti a Le Vigne di Raito

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