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VIAGGI DI GUSTO di Gianluigi Carlino. Benvenuto Cilento

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Si è svolta ieri sera presso la elegante cornice dell’Hotel Savoy di Paestum la manifestazione “Benvenuto Cilento”, che ha riunificato i maggiori produttori agricoli della zona, in special modo i viticoltori.

A onor del vero è stata una interessantissima carrellata di tutti i vini cilentani oggi presenti sul mercato, con pochissime eccezioni. La cosa che ci ha più impressionato è stata la buona qualità media di tutti i produttori degustati; cosicché da poter tranquillamente affermare che nel Cilento il livello qualitativo è cresciuto molto e pare aver trovato la strada giusta. Occasioni come quelle di ieri sera, tra l’altro, aiutano molto a dare visibilità alle aziende. Il vero problema delle nostre favolose aziende è proprio quello della visibilità, un pò per colpa nostra che tendiamo a preferire l’erba del vicino, molto per colpa delle stesse aziende ancora poco attente alla comunicazione.

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L’insegnamento francese deve far riflettere: un buon prodotto deve essere magnificamente veicolato, altrimenti resta tale..invenduto.

Dicevamo della qualità media molto buona, con punte di eccellenza che abbiamo riscontrato nell’azienda SAN GIOVANNI di Castellabate, la quale ci ha fatto assaggiare un FIANO PAestum 2010 che ci ha colpito per la classe immediata e la freschezza nonchè la giusta sapidità che lo rende davvero godibile (A); meno appariscente e dal nostro punto di vista meno appassionante il Tresinus 2010 leggremente aggressivo al palato. Ma la vera e piacevole sorpresa in casa San Giovanni sono stati i rossi. Un esperimento che da qualche anno veniva fatto solo ad uso personale e che oggi viene (per nostra fortuna) condiviso con i consumatori. Brillante il CASTELLABATE 2010 (Θ)  aglianico 80% e piedirosso 20%, caldo,sofisticato e piacevolmente minerale, molto promettente. Dulcis in fundo il MAROCCIA, un aglianico riserva che fa intravedere una muscolatura potente e al quale non mi sento ancora di assegnare un voto definitivo. Robusto, gradevole, affascinante, appena un po troppo maturo, ma dal potenziale straordinario, un vino sul quale puntare ad occhi chiusi, anche grazie ad un sapiente apporto del giovane enologo consulente.

Altra grande azienda della serata è stata quella dei fratelli VERRONE di Agropoli che ci hanno proposto un piacevolissimo FIANO Prime Vigne 2009, al  quale è stato dato il giusto tempo di affinamento. L’AGLIANICO Cilento doc 2009 PrimeVigne è invece un rosso teso, nervoso, ad ogni modo un discreto base. Passando ai cru aziendali abbiamo assaggiato il VERRONE Fiano 2006, nel quale a nostro avviso è ancora troppo forte la presenza della barriques. Il VERRONE aglianico Riserva 2003 è invece una piacevole scoperta (A), di stampo molto bordolese, sofisticato e dall’ottima struttura, nonostante si avverta la presenza della barriques.

Appena un po di lato troviamo un’altra bella azienda, gestita dai fratelli Serra e precisamente la TENUTA MAINARDI di Aquara, che ci permette di degustare un vino che potrebbe diventare vanto per il nostro territorio, mi riferisco al FRATIS rosso 2009 (Θ) blend di barbera  merlot e aglianico che esprime in pieno tutta la acidità della barbera unita alla morbidezza del merlot: davvero intrigante. I ragazzi producono anche un Moscato 2010 secco, piacevole all’olfatto con sentori di albicocca e fichi, ma ancora poco strutturato al palato.

Altro colosso della zona è DE CONCILIS di Prignano Cilento, che ci regala un autentico colpo di genio del maestro Bruno: un’etichetta da mezzo litro dal nome MYSTERIOSO (A) prodotta con una verticale di aglianico 2006/07/08 e aglianico vinificato in bianco per dare quello slancio in su che si nota immediatamente. Corposo ma non aggressivo, dalla buona acidità e dal finale piacevolissimo.

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Concludiamo la nostra rassegna dei produttori che maggiormente ci hanno colpito, con l’azienda BELRISGUARDO di Bellosguardo, che ci ha proposto un’etichetta che ci è molto piaciuta l’ARGYLOS 2009 (Θ), un aglianico in purezza molto aromatico e delicato, che seduce per la classe e la profondità, l’altro aglianico aziendale LE MAUTE, non ci convince ancora appieno essendo fin troppo presente il timbro della barriques.Ma i ragazzi sanno il fatto loro e si prospettano come un’azienda da tenere d’occhio per l’immediato futuro.

 

Legenda

AAA vini eccellenti o prodotti eccellenti

AA vini ottimi che esaltano il territorio, idem per il cibo

A vini interessanti o cucina interessante

Θ simbolo che definisce un vino o un prodotto genuino o fortemente territoriale

ottimo rapporto qualità/prezzo

 

 

Testo di

GIANLUIGI CARLINO

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1 Commento
  1. giuseppe iuliano dice

    condivido sul vino di tenuta mainardi pero’ gestito male nel prosieguo della maturazione troppo chiuso,molto geniela l’associazione delle uve,anche se sescondo me aglianico e barbera nn si esaltano.

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