Pappe (svergognate), porcini e salsiccia: ‘o zappatore elettronico

Fate imbiondire l’aglio in una padella con abbondante olio evo, poi aggiungete la salsiccia fresca privata del budello e sbriciolata e fatela rosolare qualche minuto. Sfumate con il vino bianco e proseguite la cottura. Nel frattempo pulite i funghi delicatamente con un panno di cotone umido e se necessario raschiate il gambo con un coltello per eliminare il terriccio, poi tagliateli a fettine sottili. Eliminate l’aglio dalla padella e versatevi i funghi porcini, mescolate e fate cuocere per una decina di minuti, aggiungendo un po’ di acqua se necessario. Aggiustate di sale se necessario (tenete conto che la salsiccia è già abbastanza saporita) e poi aggiungete il prezzemolo tritato poco prima di spegnere il fuoco. Intanto cuocete la pasta in abbondante acqua salata (solita- mente la pasta fresca richiede una cottura veloce, 3 o 4 minuti. Per la pasta: bastano due ouova, un misurino di latte e farina (rompere le uova dopo aver creato uno spazio interno al mucchietto di farina, mischiare il tutto, aggiungendovi la farina fino a reggerne la consistenza, e tirar bene per rendere l’impasto elastico. Stendere l’impasto e tagliarlo a listeranno anche grossolane). Calare la pasta in acqua bollente,  scolate le tagliatelle al dente e versatele nella padella con il condimento di funghi e salsiccia, mescolate sul fuoco per un minuto, poi servite.

IL FILM

Zappatore con Mario Merola, perchè mi ha sempre fatto ridere. E vorrei riprovarci

IL VINO

Poliphemo, il Taurasi dell’anarchico Luigi Tecce. Forte, aromatico e magico, come lo spirito che muove cuore e mano di Tecce.

INGREDIENTI

250 gr di tagliatelle all’uovo fresche 250 gr di funghi porcini freschi  200 gr di salsiccia fresca 20 ml di vino bianco secco 1 spicchio d’aglio prezzemolo, sale, olio evo

IL DISCO

Quiet Is the New Loud è il primo album pubblicato dai Kings of Convenience, uscito il 29 gennaio 2001: indie pop norvegese, sognante

IL DRINK

Gin, Campari e Vermut rosso. Aggiungici mezza fettiuna d’arancio e amen. Negroni. Il ritorno alle origini

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